La passione
| La passione | ![]() |
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| Film in programmazione il 14 - 15 - 16 dicembre | ||
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| Genere: | COMMEDIA | |
| Regia: | Carlo Mazzacurati | |
| Cast: | Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Kasia Smutniak, Maria Paiato, Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Fausto Russo Alesi, Giovanni Mascherini | |
| Nazione: | ITALIA |
| Anno: | 2010 |
| Durata: | 105' |
| Specifiche tecniche: | (1:2.35) |
| Produzione: | DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA |
| Distribuzione: | 01 DISTRIBUTION |
| Data uscita: | 24-09-2010 |
| Sceneggiatura: | Umberto Contarello, Doriana Leondeff, Marco Pettenello, Carlo Mazzacurati |
| Fotografia: | Luca Bigazzi |
| Musiche: | Carlo Crivelli |
| Montaggio: | Paolo Cottignola, Clelio Benevento |
| Scenografia: | Giancarlo Basili |
| Costumi: | Francesca Sartori |
| Trama: | Le tragicomiche vicende del regista Gianni Dubois, ex promessa del cinema che finalmente, dopo anni di faticosi contatti con agenti e produttori senza scrupoli, riesce a ottenere la sua grande occasione: dovrà infatti scrivere e girare un film la cui protagonista assoluta sarà una giovane e popolarissima attrice televisiva. Gianni, però, verrà assalito da una tremenda crisi creativa e ad arrecare ulteriori disagi interverranno una serie di ricatti causati da un problema edilizio nella sua casa in Toscana. |
| Critica: |
"Con 'La passione' Mazzacurati torna al perdente regista morettiano che vede gente (Orlando, sottotono) ma che in Toscana, ricattato dalle Belle Arti (ma quando mai?), deve allestire una sacra rappresentazione che è come un mini remake della pasoliniana 'Ricotta'. L'Italia dei nani e ballerine è senza cattiveria, la commedia non ha spunti (Guzzanti non funziona), cosicché non resta che attendere Battiston sulla croce: e lui vale l'intero film." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 24 settembre 2010) "Dopo il passaggio a Venezia,una commedia semplice, dove si ride e si sorride. A patto, però, di non detestare in modo viscerale il mondo dello spettacolo e le sue atmosfere. Perché qui di questo si tratta, d'una riflessione scanzonata sul mestiere del regista, che se non è arrivato, è nessuno e quindi patisce le pene dell'inferno, aspettando un ingaggio qualsiasi e rodendosi il fegato. (...) La Passione di Cristo rappresenta la crisi creativa del cineasta (il povero cristo, appunto), mentre la Resurrezione coincide con l'agognato provino. Magari, qua e là, si sopravvaluta la possessione artistica, che colpisce Gianni, però le battute spiritose non mancano ('Gli dai un dito e si prende pure la coscia') e riesce efficace quel gigione di Corrado Guzzanti, pettinato come Renato Zero, mentre - da metereologo-attore, nella parte di Gesù - legge un copione manoscritto dai bambini d'una scuola, visto che pure la fotocopiatrice ha dato il due di picche... Ben assortito il cast: dalle graziose Kasia Smutniak, in veste di barista e Cristiana Capotondi, brava come stellina rompiscatole, al bonario ex-galeotto pazzo per il teatro (Giuseppe Battiston), l'oliato meccanismo gira, infine, intorno a un perno ben noto: la passione di chiunque abbia a soffrire a causa del lavoro, quello assente e quello presente. Tema attuale, quindi, svolto per con freschezza." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 24 settembre 2010) "Rendendo omaggio, seppur con sguardo laico, a una delle espressioni spirituali, artistiche e culturali più alte che l'Italia ha saputo esprimere, il regista mette in scena caduta e resurrezione del protagonista come tappe di un percorso umano che ci riguarda tutti, mescolando amarezza e risate, farsa e poesia in un microcosmo che diventa simbolo di tutto un paese." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 24 settembre 2010) "A far leggere la sinossi de 'La passione' di Carlo Mazzacunsti a un religioso ci sarebbe da temere. Passione per il cinema uguale passione di Cristo. Come se una parola potesse unire l'ineguagliabile. (...) Dall'inizio e fin oltre la metà 'La passione' si arrampica sul niente, innervosisce con i vuoti e le stanche farse, descrizioni di un mondo-cinema privo di talento e di senso. Persino le faccette di Orlando - maschere forzate per un forzato passo da commedia - sviluppano orticaria. (...) E' solo grazie alla follia di Corrado Guzzanti e a poco altro se siamo rimaste al nostro posto. E abbiamo fatto bene. A tre quarti, il film improvvisamente inizia a ricomporsi, sale, sale, raggiunge suo senso cambia di registro e da commedia si fa dramma umano, si gonfia e risuona, fino all'apice di una perfezione. Il disappunto iniziale viene sostituito dalla commozione e la commozione da quella soddisfazione che solo si prova al cinema quando si incontra l'idea del regista e - consenzienti - la si sposa. Ma forse, la verità è più semplice. Forse 'La passione' è semplicemente un film salvato in exstremis dalla bravura di alcuni protagonisti (Battiston, bello e anche bravo) e dalle furbizie degli accreditati sceneggiatori. Ma no, perché non basterebbe a spiegare la forza dello sguardo finale (non quello della Smutniak pure notevole, ma del film). Quello è di Mazzacurati. Non sappiamo se si può dire riuscito un film così - apparentemente? - disomogeneo. E' probabile che in molti ne attaccheranno la vacuità e la presunzione. Noi, invece, in questo caso preferiamo premiarla. E chiamarla follia, perdimento, testardaggine, imperdonabile cecità. Insomma, passione." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 24 settembre 2010) |
| Note: | - SUONO: REMO UGOLINELLI. - IN CONCORSO ALLA 67. MOSTRA |








