London River

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Film in programmazione il 25 - 26 Maggio
Orari: Clicca qui per conoscere gli orari
Genere: Drammatico
Regia: Rachid  Bouchareb
Cast: Brenda Blethyn, Sotigui Kouyaté, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan
Nazione: FRANCIA, GRAN BRETAGNA, ALGERIA
Anno: 2009
Durata: 87'
Specifiche tecniche: 16 MM STAMPATO A 35 MM (1:1.85)
Produzione: TESSALIT PRODUCTIONS, ARTE FRANCE, 3B PRODUCTIONS, THE BUREAU
Distribuzione: BIM (2010)
Data uscita: 27-08-2010
Scenografia: Jean-Marc  Tran Tan Ba
Sceneggiatura: Rachid  Bouchareb, Olivier  Lorelle, Zoé  Galeron
Fotografia: Jérôme  Alméras
Musiche: Armand  Amar
Montaggio: Yannick  Kergoat
Costumi: Karine  Serrano
Trama: 7 Luglio 2005. Pochi minuti prima delle 9 del mattino, e poi esattamente ancora un'ora dopo, a Londra esplodono quattro bombe. Quattro kamikaze si sono fatti dilaniare dentro i mezzi pubblici uccidendo cinquantasei persone e ferendone settecento. Poco dopo verrà ritrovato un video in cui uno dei terroristi islamici deceduti dichiara che il suo gruppo è in guerra con la società britannica. Inizia così il racconto della drammatica esperienza del musulmano Ousmane e della signora Sommers, cristiana, che non si conoscevano fino a quel terribile giorno ma quando scoprono che i loro figli risultano dispersi nell'attentato, sebbene sostenuti da convinzioni religiose e culturali differenti, condivideranno la stessa speranza di ritrovarli vivi.
Critica:

"Il silente e dimesso fiume londinese di Rachid Bouchareb è composto indistintamente da africani, arabi, indiani, britanni, sassoni e angli. Un rimescolamento di carte fatto di semi, colori, stazze e tradizioni che diventa fondale penetrante e permeabile di 'London River'. (...) In 'London River' c'è ben poca concitazione e frenesia nel ritmo imposto: sia nel mettere in scena il dramma, sia nel risolverlo in meno di novantacinque minuti. Le immagini degli attentati entrano nella vita dei due protagonisti solo attraverso la televisione, ma senza troppe urla da rotocalco: per lei prima di partire per l'isola; per lui successivamente alla partenza, dal televisorino della costosa stanzetta d'albergo. (...) Ousmane passeggia all'apparenza con grande fatica, appoggiandosi al bastone, muovendo ogni arto lentamente, girando lo sguardo senza fretta e impone un andamento "naturale" e rallentato del racconto che si allontana dai banali e frenetici quadretti urbani dell'oggi. Ad accogliere i due in terra d'Albione c'è una città multiforme che schiera mille facce fuorchè quelle degli inglesini rossicci dei film di Ken Loach: algerini, marocchini, pakistani, poliziotte di colore. Sommers proverà il classico disagio per questa improvvisa concomitanza e condivisione di diversità, ma il London river, scorrendo lento e inesorabile, riassesterà distanze fisiche e lenirà rabbie interiori." (Davide Turrini, 'Liberazione', 11 febbraio 2009)

"Se la sceneggiatura rischia ogni tanto la prevedibilità, è l' interpretazione dei due attori a rendere vivo e palpitante il film, ognuno riuscendo a rendere credibile e appassionante la figura del genitore angosciato, senza eccedere in gratuiti sentimentalismi ma giocando tutto sui difficili toni del levare." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 11 febbraio 2009)

"Brenda Blethyn sembra sorreggere il film sulle sue spalle, ma Sotigui Kouyaté, alto e magrissimo, è struggente come un albero ferito e senza foglie." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 febbraio 2009)

"'London River' è il primo film di questa Berlinale ad aver ricevuto dalla stampa un sonoro e unanime applauso, e non stupirebbe se alla fine vincesse uno degli Orsi in palio. E' in fondo un film politico, presentato a colpo sicuro nel Festival più sensibile in materia, ma per questo spesso, e mai come quest'anno, tanto povero di star di Hollywood." (Salvatore Trapani, 'Il Giornale', 11 febbraio 2009)

"Sfidando l'istinto, diciamo la debolezza, a eludere la vera domanda di oggi ('sappiano cercare e assecondare in pace, nella lotta sanguinosa tra estremismi culturali, economici e religiosi, l'incontro, l'intesa, tra culture e religioni diverse nel nome della convivenza e dell'umanità?'), 'London River' del franco algerino Rachid Bouchareb è una storia inventata ed esemplare intorno agli attentati terroristici alla metropolitana di Londra del 2005. Bouchareb coinvolge con una sorta di realismo pilotato interamente dalle emozioni degli attori, la Brenda Blethyn di 'Segreti e bugie' e lo straordinario attore.musicista africano Sotigui Kouyatè." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 11 febbraio 2009)

"Il film è molto ben modulato, ed è diretto in modo da non cedere al sentimentalismo. L'esperto cineasta ha quel surplus emotivo e quella sensibilità 'stereofonica' che tra le mani di un cineasta bianco europeo diventa spesso 'mono', perché sa meno bene uscire dalla paura 'islamista' e ha meno sensi di colpa. Dunque Bouchareb sa far commuove i due pubblici, e anche nell'attimo giusto, quando, a 5 minuti dalla fine, provoca una ben congegnata reazione lacrimogena. Ma nello scontro tra i fatti storici e la fantasia, tra cronaca vera e ideologia si producono non incanti ma disincanti, e fantasmi inquietanti e velenosi appaiono. (...) Il cinema civile di una volta (Costa Gavras e Rosi, Petri e Losey...) affondava la lama dove non poteva, azzuffandosi con la storia ufficiale e l'informazione embedded pur cedendo spesso alla 'lingua spettacolare'. Non se la prendeva con chi sta in basso ma con chi sta in alto. E non fu mai scritto né realizzato con i soldi e con la supervisione censoria del potere, siano singoli stati o Ue." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 27 agosto 2010)

Note: - ORSO D'ARGENTO COME MIGLIOR ATTORE A SOTIGUI KOUYATE AL 59. FESTIVAL DI BERLINO (2009).

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