GANGOR

GANGOR gangor_G
Film in programmazione il  14 - 15 -16 febbraio
Orari: Clicca qui per conoscere gli orari
Genere: Drammatico
Regia: Italo Spinelli
Cast: Adil Hussain, Samrat Chackrabarti, Priyanka Bose, Tillotama Shome, Seema Rahmani
Nazione: Italia, India
Anno: 2010
Durata: 91'
Produzione: ANGELO BARBAGALLO, VINOD KUMAR E ISABELLA SPINELLI PER BÌBÌ FILM, ISARIA PRODUCTIONS, NIRVANA MOTION PICTURES IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
Distribuzione: Istituto Luce
Data uscita: 11 Marzo 2011
Soggetto: Mahasweta  Devi  (racconto)
Sceneggiatura: Antonio  Falduto, Italo  Spinelli
Fotografia: Marco  Onorato
Musiche: Iqbal  Darbar
Montaggio: Jacopo  Quadri
Scenografia: Gautam  Bose
Trama: Gangor è la storia del fotoreporter Upin, inviato nel Bengala occidentale per un reportage sullo sfruttamento e la violenza subita dalle donne tribali.
A Purulia, accompagnato dal suo assistente Ujan, mentre fotografa un gruppo di indigene intente a lavorare, Upin mette a fuoco Gangor rimanendo profondamente turbato dall'immagine di lei mentre allatta il suo bambino.
La foto viene pubblicata in prima pagina suscitando scandalo e la vita di Gangor cambia drammaticamente.
Upin ignaro di tutto, dopo essere tornato a Calcutta da sua moglie, ossessionato dal pensiero di Gangor, decide di tornare a Purulia per ritrovarla.
Upin scoprirà così di essere diventato, senza volerlo, strumento della stessa violenza che avrebbe voluto fermare.
Critica:

"II punto di partenza è un romanzo di Mahasweta Devi, la grande scrittrice indiana tra le più combattive attiviste per i diritti delle donne nel suo paese. In particolare per quelle comunità emarginate a cui la protagonista del film, 'Gangor', appartiene. (...) Spinelli è autore della sceneggiatura insieme a Antonio Falduto, e ai luoghi narrati con un occhio rosselliniano e pasoliniano, i riferimenti dichiarati dallo stesso regista, di 'verità'. L'altrove di Spinelli non è un luogo in cui immergersi per soddisfare la pulsione egotica di 'compensazione' dell'Occidente, al contrario è spazio di confronto che porta a mettersi in discussione. (...) La parabola dell'intellettuale che nonostante gli strumenti in suo possesso, dimostra di non sapere controllare in alcun modo il rapporto con la realtà, ricorda la condizione di alcuni protagonisti del cinema indiano classico, e militante, come quello di Ghatak. (...) Come Upin anche Spinelli lavora con le immagini, ed è occidentale, altrettanto distante dal mondo di Gangor. C'è una sovrapposizione di sguardi, nel senso che Upin è forse il personaggio con cui il regista misura la propria esperienza, nella conflittualità di una relazione con una realtà così distante. Spinelli però a differenza di Upin è consapevole della sua 'estraneità', l'assume e la dichiara. Filma dove si ambienta il racconto, nel distretto di Purulia, a sette ore da Calcutta, zona di scontri e di repressione. Ed è raro vedere l'India da tante e inedite angolazioni come qui, ma anche laddove l'essenza della realtà diviene più forte, sappiamo che nessuna immagine è rubata, che tutto è messo in scena. Con rispetto e con passione." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 11 Marzo 2011)

"Girato dall'italiano Italo Spinelli, tratto da un racconto della scrittrice Devi, il film, con stile documentaristico, racconta una realtà, ai più sconosciuta, che non ti lascia indifferente. In mezzo a tanta vacuità, una pellicola decisamente non commerciale." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 marzo 2011)

"Esordio nel lungometraggio di Italo Spinelli, già organizzatore culturale e profondo conoscitore del cinema asiatico, con un film di denuncia su un fatto realmente accaduto a una giovane donna che in una città del Bengala occidentale mostra il seno mentre allatta suo figlio a un fotografo. (...) Nonostante alcune incertezze di regie e di direzione degli attori, rimane potente la storia e la fotografia per un film italiano assolutamente inusuale." (Dario Zonta, 'L'Unità', 11 marzo 2011)

Note:  - SUONO: STEFANO VARINI.
- IN CONCORSO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010).
- JACOPO QUADRI E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER IL MIGLIOR MONTAGGIO.

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