IO SONO LI

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Film in programmazione il 10 - 11 - 12 gennaio
Orari: Clicca qui per conoscere gli orari
Genere: Drammatico
Regia: Andrea Segre
Cast: Zhao Tao, Rade Sherbedgia, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2011
Durata: 96
Produzione: Jolefilm, Æternam Films
Distribuzione: Parthenos
Data uscita: 23 Settembre 2011
Soggetto: Andrea  Segre
Sceneggiatura: Marco  Pettenello, Andrea  Segre
Fotografia: Luca  Bigazzi
Musiche: François  Couturier
Montaggio: Sara  Zavarise
Scenografia: Leonardo  Scarpa
Trama: Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta per lavorare come barista in un’osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici “il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria. Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine, un dialogo silenzioso tra culture diverse, ma non più lontane. È un viaggio nel cuore profondo di una laguna, che sa essere madre e culla di identità mai immobili. Ma l’amicizia tra Shun Li e Bepi turba le due comunità, quella cinese e quella chioggiotta, che ostacolano questo nuovo viaggio, di cui forse hanno semplicemente ancora troppa paura.
Critica:

"Miracoli del cinema. L’argomento del primo film di finzione di Andrea Segre, fin qui ottimo so documentarista, sta in poche righe: giovane immigrata cinese vive uno strano, casto e impossibile amore con un anziano pescatore slavo di stanza a Chioggia, pure lui immigrato ma ormai assimilato a quel microcosmo durissimo. Il film dura 96 minuti e li vale tutti. A differenza di lavori che vantano sceneggiature alte come l’elenco del telefono e dopo 20 minuti sono già spompati. Questione di tempi, di volti, di luci, di atmosfere. In breve di densità. E di quella semplicissima «magia» che si chiama non detto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 settembre 2011)

"Di storie di immigrazione nel cinema italiano ne abbiamo viste tante e molte davvero brutte e falsanti (viene in mente Bianco e nero di Cristina Comencini), e il motivo spesso è da additare al fatto che quel mondo non lo si conosce, non lo si capisce. Segre invece con rigore e sensibilità ci fa entrare in punta di piedi all'interno di un universo emozionale davvero originale." (Dario Zonta, 'L'Unità', 23 settembre 2011)

Note:  - PRESENTATO ALL'8. EDIZIONE DELLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI/VENICE DAYS' (VENEZIA, 2011), HA RICEVUTO: IL PREMIO FEDIC, IL PREMIO LANTERNA MAGICA (CGS) E IL PREMIO LINA MANGIACAPRE.

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