THE ARTIST
| THE ARTIST | ![]() |
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| Film in programmazione il 13 - 14 - 15 marzo | ||
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| Genere: | Drammatico | |
| Regia: | Michel Hazanavicius | |
| Cast: | John Goodman, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, James Cromwell, Beth Grant, Ben Kurland, Joel Murray, Jen Lilley, Beau Nelson, Jean Dujardin | |
| Nazione: | Francia |
| Anno: | 2011 |
| Durata: | 100' |
| Produzione: | uFilm, La Petite Reine, Studio 37 |
| Distribuzione: | Bim Distribuzione |
| Data uscita: | Cannes 2011 |
| Soggetto: | nd |
| Sceneggiatura: | Michel Hazanavicius |
| Fotografia: | Guillaume Schiffman |
| Musiche: | Ludovic Bource |
| Montaggio: | Anne-Sophie Bion, Michel Hazanavicius |
| Scenografia: | Laurence Bennett |
| Trama: | 1927. Nel periodo di transizione dal cinema muto a quello sonoro, a Hollywood George Valentin è una star riconosciuta ma che vede materializzare il suo declino con l'avvento di questa epocale novità. Peppy Miller, invece, da semplice comparsa troverà la ribalta, diventando un'attrice famosa. Tra i due nasce un amore, reso difficile però, dai loro opposti percorsi... |
| Critica: |
"Un film in bianco e nero e completamente muto: la scommessa non poteva essere più rischiosa eppure Michel Hazanavicius l'ha vinta a mani basse, raccogliendo finora l'applauso più caloroso e entusiasta della stampa. (...) La storia di 'The Artist' è di quelle che rassicurano il pubblico (ascesa e caduta di un divo del muto ma con riscatto e lieto fine incluso), a ricordarci che il cinema che regala sogni e non incubi ha ancora i suoi fan, pure tra i paladini della 'politique des auteurs'. (...) Girato come un vero film muto, con il formato quadrato e le didascalie per spiegare i dialoghi, fotografato in un raffinato bianco e nero d'epoca, il film gioca con l'immaginario di Hollywood dove tutti i produttori sono grassi e fumano sigari giganteschi e racconta il momento cruciale del passaggio dal muto al sonoro: il vecchio divo (Jean Dujardin) non vi si adegua mentre la giovane comparsa sì (Bérénice Bejo), condannando all'oblio il primo e al successo la seconda. Ma il piacere del film non è tanto nel seguire la storia quanto nel modo in cui il regista gioca con gli ostacoli che gli derivano dal girare un film senza parole e che trovano nel sogno del protagonista (ogni cosa fa rumore ma lui non riesce a emettere un suono) il suo momento più esilarante e indovinato." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 16 maggio 2011) "Ci sono film fatti con tanta minuziosa passione che non sembrano frutto del lavoro di un autore e nemmeno dei suoi collaboratori, ma di tutti coloro che diedero forma, in origine, al mondo rievocato; e forse di tutti gli spettatori che hanno tenuto in vita quel mondo esistito solo al cinema per pochi decenni ma ancora vivo nella nostra memoria, dunque in certo modo più vero del vero. È il caso dell'irresistibile 'The Artist' di Michel Hazanavicius, osannato dalla migliore platea che potesse augurarsi un lavoro simile. Una tribù cosmopolita di cinefili pronti a andare in estasi per ogni dettaglio di questo film muto fatto proprio come ai tempi del muto, dalle luci ai costumi, dai titoli di testa al gioco delle inquadrature, dalla magistrale colonna sonora al linguaggio del corpo e ai mille prestiti e citazioni con cui Hazanavicius e i suoi portentosi protagonisti, Jean Dujardin e la franco-argentina Bérénice Béjo, danno vita a personaggi e intreccio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 maggio 2011) "Regalo di Cannes ai cinefili, che in Francia sono quasi un partito politico. 'L'artista' di Michel Hazanavicius (cognome lituano, ma è nato a Parigi) è il trionfo della citazione colta e popolare al tempo stesso, è un gioco di 'cinema nel cinema' raffinatissimo che ha strappato un lunghissimo applauso alla proiezione stampa. Ed è anche un film coraggioso: è in bianco e nero e totalmente muto, con le didascalie, come i gloriosi film ante-1927. (...) Giocato sui registri del mélo e della commedia musicale, ma con un'ironia di fondo che lo rende di fatto una commedia, 'L'artista' è un curioso esperimento di stile in cui la cinefilia non deborda e permette al film di essere godibile. Ci sono alcuni attori anglofoni (John Goodman, Malcolm McDowell, James Cromwell) ma i due protagonisti sono francesi: Jean Dujardin è un comico televisivo che in Francia è una star, Bérénice Bejo è un'attrice nata in Argentina che a teatro ha fatto anche 'L'opera da tre soldi'. Sono bravissimi: basterebbe il numero di tip-tap nel finale per consacrarli hollywoodiani ad honorem." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 16 maggio 2011) |
| Note: | - PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE A JEAN DUJARDIN AL 64. FESTIVAL DI CANNES (2011). - GOLDEN GLOBES 2012 PER: MIGLIOR FILM (COMMEDIA/MUSICAL), ATTORE PROTAGONISTA (JEAN DUJARDIN) E COLONNA SONORA. LE ALTRE CANDIDATURE REANO: REGIA, ATTRICE NON PROTAGONISTA (BERENICE BEJO), SCENEGGIATURA. - OSCAR 2012 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (JEAN DUJARDIN), COSTUMI E COLONNA SONORA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (BÉRÉNICE BEJO), SCENEGGIATURA ORIGINALE, FOTOGRAFIA, |








