Il figlio più piccolo

Il figlio più piccolo il_figlio_piu_piccolo
Film in programmazione il  18 - 19 Maggio
Orari: 
Martedì h. 15.30 - 21.00
Mercoledì  h.  21.00
Genere:  Commedia, Drammatico
Regia:  Pupi Avati
Cast:  Christian De Sica, Luca Zingaretti, Nico Toffoli, Laura Morante, Nicola Nocella, Sydne Rome, Gisella Marengo, Massimo Bonetti, Alberto Gimignani, Pino Quartullo
Nazione: Italia 
Anno: 2010
Durata: 100 min
Tratto da: n.d.
Produzione: Duea Film, Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Data uscita: 19 Febbraio 2010
Soggetto: Pupi  Avati
Sceneggiatura: Pupi  Avati
Fotografia: Pasquale  Rachini
Musiche: Riz  Ortolani
Montaggio: Amedeo  Salfa
Scenografia: Giuliano  Pannuti
Costumi: Steno  Tonelli
Trama:  Bologna, primi anni '90. Luciano Baietti, un immobiliarista romano, ha deciso di sposare Fiamma, donna bellissima ma astratta, che gli ha già dato due figli - Paolo e Baldo - e gli intesterà due appartamenti. Luciano, però, proprio nel giorno delle nozze abbandona compagna e figli e sparisce insieme al suo socio, Sergio Bollino. Anni dopo, Luciano inizia ad avere delle difficoltà economiche e deve trovare un prestanome su cui scaricare la responsabilità delle situazioni più gravi. La scelta cadrà su Baldo, il figlio più piccolo avuto da Fiamma...
Critica:  "L'ennesimo sguardo sullo squallore medio e mediocre dell'italiano tipo del cineasta, infatti, questa volta sì posa su un protagonista avvilito dalla sua stessa meschinità, un furbetto del quartierino post litteram. Senza amarcord più o meno nostalgico. (...) Mentre le qualità da pittore di miniature morali di Avati si sfogano in un racconto di soli caratteristi, in ritratti spesso sciatti di varia (dis)umanità, tutto, alla fine, è affidato a uno sguardo quasi appassionato, tenero, tra i due sconfitti Zingaretti e De Sica, che mostrano tutto quello che il film poteva essere e non è stato. E così più che delusione, c'è appunto rabbia. Perchè un gioiello, un potenziale capolavoro diventa una pellicola mediocre, la solita palestra d'attori avatiana (difficile, gli va dato atto, veder qualcuno recitare male per lui), ma piena di promesse non mantenute." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 19 febbraio 2010)

"Avevamo lasciato Avati intenerito dai suoi ricordi bolognesi di gioventù, reinventati con goliardico brio e qualche nota acida ne 'Gli amici del Bar Margherita'. Lo ritroviamo indignato, anzi inferocito in un film dove tutto è lugubre, squallido, senza speranza sia per quanto racconta che per il tono con cui lo racconta. Con una coesione così inestricabile fra i personaggi messi in scena e lo sguardo loro riservato che 'Il figlio più piccolo' è forse il più nero dei film di Avati - nonché uno dei meno risolti. (...) Malgrado l'accumulo di comprimari, brutture e sgradevolezze d'ogni tipo, i personaggi restano però psicologicamente poco credibili e l'insieme prevedibile, nel suo squallore, per trovare un equilibrio fra satira e denuncia, orrido e grottesco. Anche perché ambienti e figure simili sono ormai tristemente familiari e solo uno sguardo, uno stile inedito potrebbe rendere vivace e interessante quanto appartiene alla livida cronaca quotidiana. Inevitabile, non solo perché c'è Christian De Sica, pensare ai vari 'Natale a ...', rovesciati in chiave seria. Anche se qui tutto è desessualizzato e al posto dell'eros ci sono sempre e solo soldi, intrighi, ricatti, e un cattolicissimo senso di colpa (l'ex-frate Zingaretti, la trovata migliore del film, porta i sandali sotto il completo). Una noia senza scampo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 febbraio 2010)

Note: - SUONO: PIERO PARISI.
- GIRATO A BOLOGNA, ROMA E DINTORNI.

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